| Musei, Landau all’angolo «Degrado? Solo rancore» |
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| Mercoledì 13 Ottobre 2010 08:00 |
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musei_venezia_dal_corriere Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA — «Macchè degrado, l’unica condizione di degrado è in Landau». Lo dice con tono secco ma non nasconde l’imbarazzo l’attuale presidente della Fondazione dei musei civici Sandro Parenzo. «Sono stato io a presentare Landau a Massimo Cacciari un anno fa perché ero convinto che fosse la persona migliore per guidare i musei civici. E invece non ha voluto ascoltare nessuno scontrandosi con tutti, fino a che il sindaco Orsoni è stato costretto a farlo decadere dall’incarico di presidente». A sentire Parenzo infatti le denunce dell’ex presidente della Fondazione sulle condizione e la gestione dei musei civici non sarebbero motivate da strutture museali fatiscenti o da macchie di muffa sparse. Eppure le situazione fotografata la Landau fa una fotografia disastrosa delle sedi. «Macchie ce ne sono, non posso dire di no, ma resta da dire che i musei civici veneziani sono gli unici in Europa che non usano fondi pubblici e che sono economicamente in attivo—continua Parenzo invitando tutti a visitare i musei — e fino a quando Landau era in carica i musei veneziani erano i più belli del mondo. Come è possibile che all’improvviso siano diventati brutti e vecchi?». Le accuse dunque sarebbero più che altro motivate da punti di vista diversi (qualcuno dice anche acrimonia) tra l’ex membro del consiglio di amministrazione della National Gallery di Londra, il direttore dei musei Giandomenico Romanelli e il sindaco Giorgio Orsoni che ha deciso di rimuovere dal suo incarico di presidente (lasciandolo come membro del consiglio) l’imprenditore anglo-israeliano dopo che questo avrebbe iniziato a contattare una serie di artisti e ad autorizzare una serie di spese senza consultare il consiglio di amministrazione e senza confrontarsi con il Comune, unico socio. E se il sindaco Giorgio Orsoni preferisce evitare commenti liquidando la faccenda («Sottolineo che Landau non ha più alcun titolo per parlare dei musei perché ha scelto lui di dimettersi dal consiglio di amministrazione»), il direttore risponde alle denunce fatte, anche perché a quanto riferisce Romanelli, ci sarebbero decine di mail in cui l’ex presidente si diceva entusiasta della condizione delle gallerie. «Dal momento della sua nomina Landau ha preso ossessivamente una serie di decisioni che non spettavano a lui e ha cercato di creare un nuovo comitato scientifico senza consultarsi con nessuno — spiega Giandomenico Romanelli — di fatto non ha mai voluto rispettare il regolamento della Fondazione creando una serie di situazioni sgradevoli per tutti».Da presidente avrebbe anche chiesto una modifica statutaria per modificare il ruolo del direttore che stabilisce la linea artistica della Fondazione. «Credo che Landau avrebbe fatto meglio a non dare le dimissioni e ad affrontare la questione internamente — aggiunge Vittorio Sgarbi che nelle prossime settimane dovrebbe tornare a palazzo Grimani come soprintendente dei musei statali — Credo che i musei di Venezia possano in generale fare di più di quanto fanno adesso, ma è esagerato parlare di degrado. I musei veneziani hanno solo bisogno di maggiore energia e quando tornerò voglio parlare con Romanelli proprio per mettere insieme le forze dei due poli museali che diventerebbero così una fonte di attrazione incredibile».
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