Home Notizie a Mestre Città Arte Contemporanea «Venezia come Parigi Sogno una Notte bianca»
«Venezia come Parigi Sogno una Notte bianca» PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Maggio 2010 09:13
venezia_di_notte

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Da: Il corriere del Veneto:

«Una capitale della cultura come Venezia e una personalità straordinaria come François Pinault. Tutti e due insieme in un unico, grande progetto. Secondo lei, potevo dire di no? Per me sarà una sfida appassionante che inizierò tra una decina di giorni. Il tempo di lasciare le consegne qui, alla Fiac». E nel suo ufficio parigino della più grande fiera dell'arte contemporanea francese, il commissario generale Martin Bethenod sta per iniziare a fare gli scatoloni e poi sarà il tempo per le valigie, destinazione Venezia.

Città storica e arte contemporanea. Una sfida non sempre facile. «Non credo, come dice invece qualcuno, che ci sia alcuna contraddizione tra una città come Venezia, dal passato così imponente e l'arte contemporanea, anzi. Parlavo proprio di questo con il direttore del Louvre qualche tempo fa. E concordavamo sul fatto che Parigi sia sempre stata, nella sua storia, una città contemporanea: Seicento, Settecento, Ottocento. Così è anche Venezia».

Che cosa le ha detto François Pinault per convincerla ad accettare l'incarico di direttore e amministratore delegato di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana? «Ci siamo visti molte volte nelle ultime settimane e ho potuto conoscere una grandissima personalità con competenze altissime e una passione davvero straordinaria. Per me lavorare al suo fianco e in un contesto così ricco di suggestioni come quello veneziano è una grande chance. In pratica gli ho detto subito di sì».

Avete parlato di progetti, della prossima esposizione del 2011? «No, non ancora e sarei immodesto se le dicessi che cosa ho intenzione di fare a Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Ci sono molti passaggi, devo prima conoscere la squadra veneziana, il contesto, prendere contatti con le altre istituzioni culturali della città, riflettere e studiare con calma assieme a Pinault il futuro dei due centri».

I suoi predecessori erano riusciti ad inserirsi nel tessuto veneziano e ad aprire le loro porte ai cittadini. Anche questa è una sfida. «Tutte le istituzioni culturali vivono assieme al luogo in cui si trovano, e così continuerà ad essere per Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Il rapporto con la città è fondamentale, così come importanti sono le relazioni con gli altri soggetti, penso alla Biennale, alla Guggenheim allo stesso Comune. A Venezia il livello artistico è davvero molto alto, e rappresenta uno stimolo per migliorarsi».

Da come ne parla si tratta di una città che conosce bene... «La frequento da quando avevo quindici anni, sarò venuto una cinquantina di volte. Uno o due passaggi all'anno li faccio sempre».

A caccia di mostre? «A caccia di luoghi dove passeggiare da solo e allo stesso tempo a caccia di emozioni artistiche. Perché a Venezia si possono fare entrambe le cose. C'è l'intimità dell'inverno in cui andare a San Giorgio degli Schiavoni (mia meta preferita) e quel calembour molto eccitante che è la Biennale d'estate, una delle mie più belle scoperte della vita».

A Parigi sta organizzando la nuit blanche, la notte bianca. Replicabile in laguna? «Un paio di giorni fa ho presentato il programma per la festa del 2 ottobre al sindaco Bertrand Delanoe, sarebbe formidabile fare una cosa del genere anche a Venezia, perché no. In fondo, come e forse più di Parigi, è un grande museo all'aperto».

 
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