Igor Molin PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Agosto 2009 09:43
igor_molin

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BURANO. Lo squero in cui lavoravano il padre e il nonno di Igor si affaccia sulla laguna. E’ chiuso da tempo, ma il pavimento è ancora ricoperto di soffice segatura. In un angolo è stato ricavato un minuscolo studiolo in cui lui può lavorare indisturbato.

Sopra la mensola alcune tele non vendute e sul cavalletto l’ultimo lavoro ancora da finire. Igor indossa la sua “cravatta da lavoro”, uno straccio sporco di colore a forma di cravatta che usa per pulire i pennelli e poi spiega: .
Su sfondi tinta unita dai colori sgargianti si stagliano delle figure di giovani, ritratti in pose consuete e tipiche dell’età, indossano jeans e magliette colorate e aderenti come tutti gli adolescenti, le ragazze scoprono l’ombelico e i fianchi rotondi e appesi al cellulare hanno dei pupazzetti di Winny The Poo. E’ il ritratto che Igor fa della sua generazione, annoiata e omologata.

. Una critica che. nasce dai colori e che nei colori si fa forte. E’ il suo stile personale e originale di fotorealismo con cui gli esperti iniziano a riconoscerlo. I suoi ultimi lavori sono stati tutti venduti bene, alcuni sono esposti alla Galleria d’Arte “L’occhio” che si trova a Venezia vicino alla Salute. Igor collabora anche con una galleria in Slovenia, di recente ha fatto una mostra a Berlino, e in ottobre ha ricevuto un premio a Milano.

. Ed è in quello stesso squero che Igor realizza i suoi lavori: .
Insieme alle barche nello squero sono appesi anche i sogni di Igor, pronti per essere calati in acqua e per navigare.

 
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