| Igor Molin |
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| Martedì 11 Agosto 2009 09:43 |
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igor_molin BURANO. Lo squero in cui lavoravano il padre e il nonno di Igor si affaccia sulla laguna. E’ chiuso da tempo, ma il pavimento è ancora ricoperto di soffice segatura. In un angolo è stato ricavato un minuscolo studiolo in cui lui può lavorare indisturbato. Sopra la mensola alcune tele non vendute e sul cavalletto l’ultimo lavoro ancora da finire. Igor indossa la sua “cravatta da lavoro”, uno straccio sporco di colore a forma di cravatta che usa per pulire i pennelli e poi spiega: Su sfondi tinta unita dai colori sgargianti si stagliano delle figure di giovani, ritratti in pose consuete e tipiche dell’età, indossano jeans e magliette colorate e aderenti come tutti gli adolescenti, le ragazze scoprono l’ombelico e i fianchi rotondi e appesi al cellulare hanno dei pupazzetti di Winny The Poo. E’ il ritratto che Igor fa della sua generazione, annoiata e omologata.
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