Home Notizie a Mestre Città Arte Contemporanea "Dipendenze, abbandoni e strane forme di sopravvivenza"
"Dipendenze, abbandoni e strane forme di sopravvivenza" PDF Stampa E-mail
Sabato 15 Ottobre 2011 18:51
Dipendenze_abbandoni_e_strane_forme_di_sopravvivenza_Copertina

Dipendenze_abbandoni_e_strane_forme_di_sopravvivenza_Copertina

Il conformismo, ..., è altamente produttivo: perché il libero mercato ha bisogno di un pubblico assuefatto e di una cultura massmediatizzata. È paradossale pensarlo ma non resta che ricrederci, abbiamo sbagliato: è produttivo soltanto ciò che conformistico, ciò che si adegua supina­mente al conformismo di un gusto irrimediabilmente massmediatizzato.

Lorenzo Pezzato impiega l’arma dell’ironia, fa le capriole, assume pose attoriali, celebra cerimonie, prende possesso del palcoscenico come d’un artificio, d’una messinscena. Il divertimento del poeta desublima­to corrisponde alla irriverenza con cui tratta il proprio materiale po­etico […] c’è una storia narrata dalla successione dei componimenti che si conclude in perfetta linea con i tempi, senza assunzione di responsabi­lità da parte di alcuno, l’ennesima occasione di cambiare sprecata, bru­ciata dalle fiamme della pressione che il contorno esercita su ognuno di noi, una ferita che non si rimargina e continua a procurare dolore […]

Esseri umani colmi di potenzialità che si rendono conto della propria condizione, che si rendono conto anche di quanta fatica costerebbe loro – in ogni senso – trasformarsi, essere diversi, perciò scelgono di anestetizzarsi con le abitudini, i viaggi e lo shopping, l’illusione di una vita riempita di oggetti e cose da fare, inchiodata all’infimo privilegio concesso, svuotata di idee e coraggio

Pezzato… tratteggia una poetica per la poesia a venire, una poesia intelligibile, diretta e scheletrica nella forma ma comunque attenta all’estetica dei suoni e dei ritmi (quasi in antite­si al concetto «classico»), che usa il linguaggio stringato e minimale del XXI° secolo, che propone temi di stretta attualità perché la poesia possa servire a «decifrare» anche il mondo moderno nell’immediatez­za della sua rappresentazione, che utilizza l’Io ipertrofico – caratteristi­ca tipica della nostra contemporaneità occidentale – come centro di gravità.

 
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