Home Notizie a Mestre Notizie Tremonti: per ora niente tagli alle tasse Riforma del fisco entro il 2013
Tremonti: per ora niente tagli alle tasse Riforma del fisco entro il 2013 PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Gennaio 2010 09:52
ministro_Tremonti

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Da: Il Gazzettino
Dopo le elezioni regionali si apre un periodo di tre anni di tregua elettorale, fino alla primavera del 2013, e quello sarà il periodo adatto per fare la «riforma delle riforme», quella del fisco. Lo ha assicurato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in un'intervista al Sole 24 Ore, in cui ha spiegato che questo è stato il senso della «discussione» fatta con il premier Silvio Berlusconi.

Nell'immediato, Tremonti esclude la possibilità di una riduzione della pressione fiscale ma «non è affatto escluso che nel tempo a venire - ha detto - si possano aprire finestre di opportunità per riduzioni fiscali ma queste devono essere sottoposte al vincolo della disciplina del bilancio».

La riforma del fisco si farà «non in termini di speculazione elettorale o di avventurismo demenziale - ha proseguito Tremonti - ma in termini di vero riformismo». Il sistema fiscale italiano, secondo il ministro, è stato disegnato negli anni '60 e da allora infinitamente rattoppato ma «riflette un mondo che non c'è più».

In sostanza, Tremonti afferma che «la riforma si finanzierà anche al suo interno, spostando il prelievo ed eliminando gli eccessi di complicazione». Quanto al metodo, sarà quello del confronto. «All'Aquila si terrà il coordinamento dei lavori - afferma Tremonti - si raccoglieranno carte ed idee, si ascolteranno tutte le istituzioni interessate» e poi precisa: «questo non è immobilismo o rallentismo ma positiva determinazione del fare».

Per quanto riguarda la lotta all'evasione fiscale, Tremonti osserva come «nel contrasto ai paradisi fiscali, lo scudo non sia la fine ma il principio. Ma anche il contrasto all'evasione si svilupperà soprattutto con il federalismo fiscale. In un paese con 8 mila comuni e 8 milioni di partite Iva un'azione vincente in questo ambito può essere prodotta solo con la partecipazione dei comuni. E il federalismo farà sì che questi saranno direttamente interessati a rafforzare le proprie entrate».

Tremonti, rispondendo alle critiche che hanno suggerito o un taglio delle tasse o un'uscita dal partito, incalza e afferma: «un conto è proporre di tagliare le tasse per 20-30 miliardi con un taglio ugualmente virtuoso e simmetrico della spesa per servizi e consumi intermedi delle Regioni. Un conto è uscire dall'astrattismo e proporre di tagliare le tasse con la macelleria sociale del taglio alla sanità».

«La stretta di Obama sulle banche Usa mi ricorda un po' Robin Hood e io, come si sa almeno dai tempi di Parmalat, sto dalla parte di Robin Hood». Il titolare dell'Economia promuove il piano del presidente Usa sugli istituti responsabili della crisi finanziaria, perché «segna il ritorno della politica» dopo che «i tecnici hanno prodotto medicine scadute» e rilancia il suo piano di riforma fiscale.

Calderoli: bene, avanti così. «Condivido pienamente il piano Tremonti sul fisco perché coincide con quello della Lega Nord». Lo afferma Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. «La semplificazione del fisco e la riduzione delle tasse sono nel contratto elettorale che abbiamo sottoscritto con il Paese e i contratti vanno rispettati, in questo entro la fine della legislatura - aggiunge Calderoli - Peraltro buona parte dello spirito e delle deleghe necessarie sono state già approvate dal Parlamento all'interno della riforma del federalismo fiscale. Andiamo avanti così».

La Cgil: ridurre le tasse a lavoratori e pensionati. «Quel che si capisce è che il governo non ha alcuna intenzione di ridurre le tasse ai lavoratori, ai pensionati e alle famiglie in difficoltà nel corso dell'anno e con tutta probabilità neanche in quelli successivi», ha commentato il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale. Secondo il sindacalista «il fisco ha di fatto mangiato la poca produttività andata al lavoro così come la mancata restituzione del drenaggio fiscale ha reso il potere d'acquisto dei salari pari esattamente a quello di 15 anni fa, con i lavoratori che hanno lasciato al fisco circa 6.500 euro a testa in più di tasse». La Cgil chiede quindi un tavolo di confronto con tutte le parti sociali per attuare la riforma fiscale che porti «qui ed ora ad una prima riduzione delle tasse ai lavoratori e pensionati con un bonus di circa 500euro a testa da erogare entro la primavera e su cui innestare una riforma strutturale che possa produrre una riduzione delle tasse in busta paga mediamente di 100 euro mensili in tre anni».

 
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