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Berlusconi: «Nella Finanziaria ci sarà il denaro necessario» PDF Stampa E-mail
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VERONA - «I danni del maltempo sono impressionanti. Ma fa bene al cuore vedere la capacità di reazione che la gente ha avuto di fronte a quanto è successo». Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in visita a Monteforte d'Alpone, nel Veronese, uno dei comuni più colpiti dall'alluvione della scorsa settimana. Il premier è accompagnato dal ministro delle Riforme istituzionali Umberto Bossi, dai governatori di Piemonte e Veneto Roberto Cota e Luca Zaia, dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso e da Renzo Bossi. Il corteo di auto è arrivato a Monteforte d'Alpone poco prima delle 11 del mattino. Il premier e la delegazione hanno camminato per la cittadina veronese colpita dal maltempo.

BOSSI: SUI SOLDI GARANTISCO IO - Applausi per Bossi, qualcuno ha urlato «Soldi». Sullo stanziamento di nuovi fondi per i danni da maltempo, Berlusconi ha detto che «nella legge Finanziaria il Veneto troverà l'aiuto necessario ma bisognerà attendere il conteggio esatto dei danni». Bossi ha aggiunto: «Sui soldi garantisco io con il mio amico Tremonti». A proposito della proposta di Zaia di trattenere le tasse in Veneto per coprire i costi della ricostruzione Berlusconi ha detto: «Zaia ha fatto bene a chiederlo, anche io avrei fatto lo stesso. Ma Non ce ne sarà bisogno». Il cielo sul Veneto è grigio, a Monteforte ha smesso di piovere appena Zaia è sceso dall'auto blu. La visita del premier Berlusconi e del ministro Bossi prevede anche una tappa alla prefettura di Vicenza (è saltata la visita a Caldogno, il premier nel pomeriggio è atteso all'Aquila) e una a Padova.

TENSIONE A VICENZA E PADOVA - Tensioni dell'area antagonista (No Dal Molin) davanti alla prefettura a Vicenza. Contestazioni per il premier. A Padova un gruppo di 300 persone formato da studenti universitari e gruppi autonomi si è formato davanti alla prefettura, dove era previsto l'arrivo del premier Berlusconi e della delegazione. Bloccato il traffico nel centro storico. Poco dopo le 12 è arrivata la polizia dalla vicina questura che ha caricato tre volte. Qualche manifestante è rimasto contuso. Nessuno è stato denunciato o fermato. E' ripresa la circolazione dei mezzi pubblici ma non del tram. Il gruppo di manifestanti ha insultato pesantemente sia il premier Berlusconi che i leghisti Bossi e Zaia. «Dimettiti, mafioso» gli hanno urlato i giovani tra cui molti universitari che contestavano anche la riforma Gelmini. Tra i cartelli esposti, «Tu Ruby e problemi, noi fango e problemi», «Tu è 40 anni che Ruby, adesso dai qualche soldo anche a noi». La polizia è intervenuta con manganellate e cellulari, dentro i quali sono stati fatti salire i più facinorosi. In prefettura Berlusconi ha ribadito che «tutto il sistema della protezione civile ha gestito l’emergenza in maniera encomiabile». (A. G.-G. V.)

LE REAZIONI - Delusione viene espressa dal sindaco di Padova Flavio Zanonato all’uscita dalla riunione con il premier Silvio Berlusconi e Umberto Bossi per fare il punto sull’alluvione in Veneto. «Siamo stati ricevuti un quarto d’ora, abbiamo sentito tante parole, parole, ma nessun impegno concreto, è stato un incontro surreale, il presidente del Consiglio ha mangiato qualcosa con il prefetto, poi per un quarto d’ora ci ha incontrato e ha parlato solo lui» ha detto Zanonato uscendo dalla Prefettura. Il sindaco ha poi riferito che il governo ha promesso «sempre a parole» la possibilità di contrarre debito per un miliardo per aiutare le popolazioni colpite. Quanto alla contestazione della quale Berlusconi e Bossi sono stati fatti oggetto al loro arrivo a Padova, Zanonato è stato netto: «Io sono per il rispetto delle istituzioni, Berlusconi è il capo del governo e bisogna rispettarlo. Dopo di che, non condivido quello che ha detto, perchè ha raccontato solo chiacchiere».

 
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