| Diciassette piani vista laguna un maxi hotel a San Giuliano |
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hotel_hilton_dal_sito_del_corriere Da: Il Corriere del Veneto: MESTRE — Trecentocinquanta camere in un edificio simile al Novotel di via Ceccherini in via Orlanda, firmati dallo stesso architetto: Giovanni Caprioglio. Sessantacinque metri di altezza e 17 piani, tanto che dalle camere più alte la vista abbraccerà tutta la laguna. A San Giuliano spunta un altro albergo. Oggi il progetto approda al consiglio della Municipalità di Mestre ma l’operazione sta già generando malcontenti, specie tra gli albergatori storici della terraferma, preoccupati per il boom di nuove strutture che nell’arco di una decina d’anni potrebbe portare 4 mila nuovi posti letto in città. Il Piano regolatore prevede però la possibilità di costruire proprio su quel terreno un albergo e dunque è probabile che l’hotel ottenga il via libera. La zona tra il Parco di San Giuliano e l’aeroporto di Tessera d’altronde ha un «futuro turistico-ricettivo», come spiegano negli uffici di Urbanistica. E’ vicina a Venezia, all’autostrada, al Marco Polo e ai principali mezzi di trasporto pubblici ed è in forte espansione. Tant’è che sempre in via Orlanda a breve aprirà anche l’Hilton, la multinazionale Usa che a Venezia possiede l’hotel di lusso al Molino Stucky e appunto in via Orlanda, al civico 1, già pubblicizza via web l’«Hilton Garden Inn», 136 stanze a partire da 129 euro a notte disponibili dal 29 ottobre 2010. La Sogedin finanziaria spa di Monastier — già proprietaria di due strutture dell’hinterland mestrino come l’Antony di Campalto e dell’Antony Palace di Marcon —, che ha presentato i documenti per costruire a San Giuliano, è dunque in buona compagnia e sempre all’inizio di via Orlanda c’è una proprietà di Ive, l’Immobiliare veneziana del Comune di Venezia: anche lì la destinazione d’uso è alberghiera. Nuovi alberghi però non arrivano solo a San Giuliano. A Marghera, alla rotatoria di Villabona a pochi metri dal casello dell’autostrada e di fronte all’Holiday Inn, stanno quasi terminando i cantieri di un nuovo hotel. Qui sbarcherà prima dell’inverno la francese Accor, quella del veneziano Sofitel ai giardini di Papadopoli e del mestrino Novotel di via Ceccherini a fianco dell’uscita Castellana della tangenziale. «Siamo preoccupati per l’enorme espansione delle attività ricettive - commenta Massimo Salviato, responsabile mestrino di Ava, l’associazione veneziana degli albergatori - Quest’anno in terraferma abbiamo lavorato bene solo due mesi». I nuovi hotel dunque soffocherebbero i vecchi. Gli albergatori non guardano poi di buon occhio all’arrivo delle grandi catene che vendono pacchetti, spesso a prezzi stracciati, ai grossi tour operator. Nelle Municipalità la costruzione di nuovi alberghi crea invece preoccupazioni per la viabilità e la tenuta del territorio. A Marghera, il parlamentino ha sollevato perplessità perché l’ingresso alla nuova struttura è da via Malamocco, una laterale molto stretta tra via Trieste e la rotatoria. A Mestre invece i consiglieri sono preoccupati per l’impermeabilizzazione del territorio e oggi puntano a rinviare il voto. Oltre ai quasi 12 mila metri quadrati (di cui 1200 grazie al Piano casa) di edificio, ci saranno infatti 1300 metri quadri di parcheggio e una nuova piazza per il carico e scarico. L’espansione in terraferma non allarma solo le Municipalità. Ieri la commissione di Salvaguardia ha rinviato il voto sul progetto alle Fornaci da Re (piazza Barche) e su quello delle «Due torri» di via Fratelli Bandiera e ha chiesto un incontro con il Comune per vedere se è possibile delineare un disegno complessivo dello sviluppo della città.
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