| Incendio nella notte a Venezia, la procura apre un'inchiesta |
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fenice_dal_sito_del_corriere VENEZIA - Un fascicolo d’inchiesta sull’incendio che nella tarda serata di domenica ha danneggiato parte del sottotetto del palazzo seminariale accanto alla Basilica della Salute è stato aperto dalla procura della repubblica di Venezia. Il procuratore capo aggiunto Carlo Mastelloni e il sostituto procuratore Rita Ugolini, intestataria del fascicolo, hanno compiuto un sopralluogo nell’area dell’incendio. Sul posto stanno ancora operando le squadre del vigili del fuoco e i tecnici per cercare di stabilire le cause delle fiamme che fortunatamente non hanno interessato l’edificio religioso eretto nel Seicento in onore della Madonna per la fine di una pestilenza e meta ogni anno, il 21 novembre, del pellegrinaggio di migliaia di fedeli. LA TELA DEL TIZIANO - L’intervento per lo spegnimento del rogo con l’utilizzo di acqua dolce ha invece creato problemi alla vicina sacrestia della Basilica. In particolare, c’è una forte apprensione, espressa nella notte dallo stesso sovrintendente Vittorio Sgarbi, per un dipinto di Tiziano, «Davide e Golia», che è collocato sul soffitto della sala ad una altezza di oltre dieci metri. «Gronda acqua» aveva detto Sgarbi dopo una prima visita alla sacrestia e ne ha disposto la rimozione per i primi interventi di recupero. Il dipinto, molto conosciuto tra gli esperti d’arte, era stato restaurato qualche anno fa. ESCLUSA L'IPOTESI DOLOSA - Pare al momento esclusa, sulla base dei primi accertamenti tecnici che sono comunque in corso, una ipotesi dolosa all’origine del’incendio scoppiato nella tarda serata di ieri nel sottotetto del palazzo seminariale attiguo alla Basilica della Salute, a Venezia. Investigatori e inquirenti non intendono comunque escludere alcuna ipotesi nelle fasi iniziali d’indagine. Specifiche relazioni da parte della polizia e dei vigili del fuoco saranno raccolte dal Pm Rita Ugolini. I rilievi finora compiuti propenderebbero per un innesco unico all’origine delle fiamme che poi si sono propagate lungo le travi in legno del sottotetto prima di essere spente dai vigili del fuoco. Un plauso all’intervento dei vigili del fuoco è stato espresso dal procuratore capo aggiunto Carlo Mastelloni, al termine del sopralluogo compiuto stamani assieme alla collega Ugolini. «Hanno operato - ha detto - in modo tempestivo ed esperto. Hanno fatto un lavoro accurato». È attualmente all’esame degli esperti della sovrintendenza, invece, la tela di Tiziano impregnata dell’acqua entrata da una lunetta nella sacrestia della Basilica durante l’opera di spegnimento. Il dipinto dedicata a Davide e Golia è ancora sul soffitto della sala ma sarà probabilmente rimosso per un esame più accurato delle sue condizioni. ORSONI: FUOCO NEMICO DI VENEZIA - «Poteva andare molto peggio. Invece, grazie al Cielo, i danni ci sono ma sono contenuti». Il sindaco Giorgio Orsoni è stato uno dei primi ad accorrere sul luogo dell’incendio scoppiato nel palazzo del Seminario di fianco alla Basilica della Salute e il giorno dopo la sua voce tradisce ancora la paura che ha provato per il pericolo corso dall’inestimabile patrimonio conservato in una delle chiese più celebri di Venezia. Appena è stato avvertito, il suo pensiero è andato a quella notte del gennaio 1996 quando il fuoco distrusse il Teatro La Fenice e all’incendio del 2003 al Molino Stucky in ristrutturazione: «Un brivido mi è corso lungo la schiena - racconta Orsoni - anche perché il primo messaggio era allarmistico e cioè che il fuoco stava bruciando la Salute. Ho avuto un attimo di terrore. Il fuoco, per paradosso, è sempre stato un nemico di questa città d’acqua». A far danni questa volta non sono state solo le fiamme che hanno bruciato tutte le travi del tetto del palazzo del Seminario, ma anche l’acqua usata per domarle che ha invaso la sacrestia della Salute danneggiando in particolare il capolavoro di Tiziano «Davide e Golia». Del resto, «il fuoco si combatte solo con l’acqua e i danni sono stati limitati - spiega il sindaco - grazie anche alla nuova rete idraulica che abbiamo realizzato però al 70% perchè non ci sono i soldi per completarla. L’ho detto e lo ripeto: dal governo aspettiamo ancora 40 milioni di euro della legge Speciale per Venezia». (Ansa)
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