Home Città La Storia Opere «Piazza Barche, vietate quel mostro» Un coro di no al piano di recupero
«Piazza Barche, vietate quel mostro» Un coro di no al piano di recupero PDF Stampa E-mail
barche_dal_sito_del_corriere

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Da: il Corriere del Veneto:

MESTRE—Ventiduemila metri cubi di cemento in piazza Barche, la stazione del tram verde in piazzale Cialdini. Sono le due facce dello stesso piano di recupero che però fa già discutere. Perché se da una parte la riqualificazione è palese, dall’altra qualche consigliere parla già di «mostro». Il progetto che cambierà il volto del centro è di Elvio Quaia, il piano è stato già adottato dalla precedente giunta, adesso c’è da lavorare sulle controdeduzioni, ma l’impatto con i disegni ha già scaturito le prime polemiche.

La stazione del tram in piazzale Cialdini sotto un giardino pensile con pista ciclabile a fianco del Marzenego piace a tutti. Quello che ha lasciato al limite dell’imbarazzato i consiglieri è l’edificio tra il Centro Le Barche e via Lazzari. Le due cose stanno nello stesso piano, fino a qualche anno fa si sarebbe chiamato Piruea (come quello della Torre), oggi lo strumento non esiste più ma la partita è simile. A preoccupare di più i consiglieri è l’impatto dell’edificio (con 35 appartamenti, uffici e negozi). Diversi volumi che si incastrano uno nell’altro, un portico di oltre due piani davanti alla riqualificazione dell’attuale rudere. Il risultato è che l’edificio non piace proprio. «Un mostro di nove piani si staglierà contro il cielo sacrificando il palazzo Posta antica —dic e i l consigliere della Lega Alessandro Vianello —. Bisogna puntare a progetti che mirano a dare nuova luce all’esistente non a distruggere. Faremo di tutto per preservare il paesaggio cittadino dalle speculazioni di certi architetti che usano Mestre come una cavia per le proprie progettualità ». Simone Venturini dell’Udc aggiunge: «Il progetto di piazzale Cialdini è molto importante, ma l’edificio è molto impattante ».

E poco importa come sottolinea l’architetto Quaia che il nuovo stabile sarà di classe A: «Dall’architettura semplice ad alta prestazione energetica, con facciate ventilate e protezione per il rumore », dice. L’operazione tuttavia è blindata. Il nuovo palazzo è nel Piano regolatore, il recupero complessivo è stato approvato dalla precedente amministrazione e ora all’avvio dei cantieri (in teoria in autunno) mancano davvero pochi passaggi burocratici: il parere di Salvaguardia e il voto del consiglio alle controdeduzioni delle due osservazioni presentate. Al piano terra del nuovo edificio (che ospita negozi) sarà aperto il portico ora chiuso della piazza, connessa con via Lazzari da un passaggio coperto, e l’ex palazzo delle poste sarà restaurato secondo i vincoli imposti dal Prg. «Suggerisco di recuperare l’area storica con un confronto di immagini del passato —dice l’Idv Valerio Lastrucci —. Il mio timore è che l’interscambio nasca già troppo piccolo». L’intervento porterà — grazie all’altra parte del piano — nel cuore della terraferma una vera stazione dei mezzi pubblici con bagni, biglietterie, una postazione per le forze dell’ordine e servizi adeguati per chi attende tram e bus. «L’interscambio è fondamentale», dice l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli.

 
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