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Serra dei Giardini, presentati restauro e future attività PDF Stampa E-mail
serra_castello_venezia

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L’assessore comunale al Patrimonio e ai Lavori pubblici di Venezia ha presieduto ieri sera, alla Serra dei Giardini di Castello, la consegna dell’edificio ai gestori della Cooperativa sociale Onlus Nonsoloverde, vincitori della gara per la concessione, e la presentazione del completato intervento di restauro architettonico del fabbricato e del programma delle prossime attività. La Serra, che ha una superficie di 280 metri quadrati con un volume di 1700 metri cubi, con un’area scoperta di 1.300 metri quadrati, è caratteristico esempio di architettura ottocentesca, ed è vincolata quale bene di notevole interesse storico artistico.

L’assessore non ha nascosto di essere “quasi commossa” nel vedere restaurato e riproposto a nuova vita un edificio a lei tra i più cari, di cui per anni ha sofferto la situazione di totale degrado. Ha quindi ricordato come ancora nel 2005 sia partito il progetto di restaurare la Serra, trovando contestualmente una forma di gestione che richiamasse l’identità dell’edificio: l’iter è stato assai difficile, anche perché molte sono state le “mani tese” per un diverso utilizzo della Serra; alla fine ha vinto la proposta di un restauro filologico e di una contestuale offerta di gestione a cooperative sociali per svolgervi attività coerenti con l’identità dell’edificio. Nel consegnare la Serra alla Coop Nonsoloverde, si è infine detta sicura che la Coop la gestirà con amore, come un bene cui la città tutta è affezionata. Il complicato iter per il recupero e la gestione – una vera “battaglia” anche all’interno della Municipalità – è stato ricordato dal vice presidente della Municipalità di Venezia, il quale ha auspicato che la Serra diventi punto di riferimento per tutti i veneziani e momento di rilancio per l’area di Castello Est.

Il recupero della Serra da uno stato di degrado incredibile all’attuale sistemazione funzionale è stato descritto dal responsabile unico del procedimento, Roberto Benvenuti, e dalla progettista Andreina Visconti, ambedue della Direzione Progettazione Esecuzione lavori del Comune: il restauro è stato “molto umile” per non toccare l’anima dell’edificio, è stato ispirato a fare della Serra un volano culturale nell’ambito del verde, connesso al contesto di grande valore ambientale della zona circostante ed è consistito soprattutto nel consolidamento della struttura portante, soprattutto delle colonne di ghisa, nel ripristino della originaria copertura in lamiera, nel restauro delle vetrate, nella costruzione di un soppalco per l’irrigidimento dell’intera struttura, oltre che per l’ampliamento della superficie disponibile. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa Berto Costruzioni con Ettore Bertoldini per il restauro delle parti metalliche, e sono costati 800 mila euro; sono in fase di ultimazione i lavori per il rifacimento degli impianti, a cura dell’impresa Fbf impianti, per un costo di 300 mila euro.

Il progetto per l’utilizzo della Serra è stato illustrato dai gestori – il presidente Cristiano Rigon, il direttore Francesco Scalari, il progettista Francesco Valotto – con la premessa che le concrete linee di attività saranno definite in raccordo con il territorio, con le domande e le proposte dei cittadini, “tra la gente, con le persone” come recita il motto del progetto. Considerando la Serra e la sua area verde un “capitale culturale” (e insieme una location unica) la proposta di investimento di tale capitale si articola sull’offerta di percorsi didattici per le scuole, di corsi e seminari per adulti, di spazi attrezzati interni ed esterni, sulla realizzazione di eventi culturali, ma anche sulla possibile coltivazione e vendita di piante e di prodotti, sull’utilizzo degli spazi per mostre mercato ed eventi per bambini, sul sostegno e consulenze per interventi specifici su giardini e piante.

Aperta in tutte le ore del giorno e in tutte le stagioni, la Serra troverà autofinanziamento in una caffetteria bar, collocata in un contesto ambientale di grande pregio, vicinissima alla Biennale e alla zona assai vissuta di via Garibaldi, proponendosi come spazio sociale per il tempo libero e per l’incontro dei cittadini: ché la Serra – è stata la conclusione – dovrà vivere del rapporto con i veneziani, primi tra tutti i bambini.

 

 
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