Home Città La Storia Opere Ruota panoramica a Venezia, semaforo rosso della Soprintendenza: incompatibile
Ruota panoramica a Venezia, semaforo rosso della Soprintendenza: incompatibile PDF Stampa E-mail
ruota_panoramica_dal_gazzettino

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Da: Il Gazzettino: VENEZIA - Se non è un addio è uno stop che pesa: la Soprintendenza ha detto no all'ipotesi di sistemare una ruota panoramica al Tronchetto, il terminal d'ingresso a Venezia dalla terraferma. «Abbiamo mandato un parere dopo la conferenza dei servizi che ha affrontato la questione - spiega la soprintendente ai Beni ambientali e architettonici Renata Codello - motivando nel merito il nostro no».

La ruota, insomma, «non è fattibile» e Venezia, come già avvenuto in passato, forse deve accantonare l'idea di aggiugere un «richiamo» che potrebbe portare nelle casse comunali qualche milione di euro con la percentuale sui biglietti e l'affitto dell'area. «La questione economica - dice Codello all'Ansa - non è un tema che ci riguarda. Anzi, se si vuole fare cassa e nel contempo aprire una prospettiva nuova nel rapporto tra terraferma e città lagunare, mi domando perché non si pensa di installare una ruota nel parco di San Giuliano, un'area verde immensa che sorge proprio al limite della laguna e che si affaccia su Venezia».

Una possibilità che certo non vedrebbe contraria la Sovrintendenza e darebbe «un valore aggiunto» a favore di chi «per ragioni diverse, anche solo di tempo, non può permettersi di andare a Venezia». «Sarebbe un modo diverso e unico di vedere la città e la sua laguna. Chi si reca a Venezia vuole soprattutto viverla e scoprirla dall'interno, girare per le calli, fare la coda per salire sul campanile di San Marco. Per vederla dall'alto ci sono da sempre i campanili».

Sul piano delle motivazioni il discorso si fa più tecnico: ci sono problemi di ingombro - la ruota sarebbe alta più di 50 metri e occuperebbe uno spazio notevole - ma soprattutto «è assolutamente incompatibile» con la città e non porta nulla «al fine della corretta comprensione del luogo». «Ci giochiamo la reputazione a livello internazionale - dice a chiare lettere Renata Codello - mettendo una struttura non necessaria come questa». Una struttura che andrebbe contro ai dettati stessi, sul piano paesaggistico e di conoscenza della delicata realtà veneziana, cari alla Soprintendenza.

In passato, anche una società privata inglese aveva avanzato una proposta analoga in un altro punto della città e aveva ricevuto un no secco.
 
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