I Forti PDF Stampa E-mail
forte_rossarol.jp

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Dovete sapere che Mestre è avvolta da un sistema di fortificazioni create in tempi successivi alle occupazioni straniere durante la guerra, al fine di assicurare la difesa di Venezia da attacchi provenienti dalla terraferma. La prima fortezza ed essere realizzata è Forte Marghera; si tratta del più antico e maestoso dei forti del Campo Trincerato. La costruzione viene avviata dagli Austriaci durante la prima occupazione del territorio veneto (1797-1805 ) e portata a termine dai Francesi durante l’occupazione napoleonica. Rappresenta il primo esempio di fortificazione costruita per la difesa di Venezia e del suo arsenale dagli attacchi via terra.
Collocato fra il Canal Salso e la punta di San Giuliano, ha forma di stella. La sua funzione è quella di impedire l’accesso alla laguna attraverso  la strada carrozzabile che lo raggiunge e Canal Salso. Il sistema di Forte Marghera è completato da Forte Manin e Forte Rizzardi.Abbandonato dagli Austriaci, Forte Marghera diventa il perno per la difesa di Venezia durante la breve vita della Repubblica di Daniele Manin. Dal forte partono i Veneziani per attaccare le forze austriache arroccate a Mestre il 27 Ottobre 1848   (episodio conosciuto come la “Sortita”). Con l’annessione del Veneto all’Italia (1866), Venezia diventa base della Regia Marina e il Ministero delle Guerra ritiene di doverne garantire la sicurezza da attacchi provenienti dall’entroterra con una nuova cinta di forti, posta più all’interno della terraferma rispetto al sistema di Forte Marghera. Viene progettata una linea di forti cooperanti. La sua realizzazione comincia nel 1883 con Forte Brendole, cui fanno seguito Forte Carpendo e Forte Tron. A  questi si aggiungono opere minori (Forte Rossarol, Forte Pepe, Forte Poerio, Forte Sartori, Forte Cosenz, Forte Mezzacapo.
Il “campo trincerato”, realizzato secondo i più moderni criteri dell’architettura militare, è pronto nel 1913. Diversamente dal Forte Marghera, l’imponente “campo trincerato” nato ad ovest di Mestre non avrà mai modo di  “fare fuoco”. Forte MargheraForte Marghera occupa un'area di circa trenta ettari ed è oggi in consegna provvisoria al Comune di Venezia che lo utilizza per scopi didattici e per manifestazioni estive in attesa di averne piena titolarità ed avviare un'organica opera di recupero che prevede la realizzazione di un Museo delle Fortificazioni veneziane e la collocazione di attività economiche collegate alla fruizione turistica del territorio. Forte Marghera, infatti, per la sua naturale e storica posizione a baricentro del sistema fortificato di terraferma si presta come luogo naturale di convergenza e partenza di itinerari storico-naturalistici in tutto l'entroterra mestrino e in tutta la laguna di Venezia. Foto satellitare del Campo Trincerato di Mestre Campo Trincerato di Mestre Il Campo Trincerato di Mestre ha costituito per lungo tempo un sistema di difesa inaccessibile alla popolazione. Ora i Forti, costruiti per la guerra, vengono ricondotti, per merito delle associazioni di cittadini e del Comune di Venezia, ad un uso pacifico: ciò che costituiva barriera invalicabile si sta trasformando in un bene essenziale per migliorare la qualità della vita in città.
Parte fondamentale dei testi e delle ricerche che qui vengono proposti si devono al lavoro: AA.VV, I forti di Mestre. Storia di un campo trincerato, I edizione, Verona, 1997; ristampa II edizione Verona, 2009. Forte BazzeraA partire da 1910, a causa del progressivo potenziamento delle artiglierie, il Campo Trincerato di Mestre fu ulteriormente rafforzato con una cortina di forti e polveriere più esterni e "moderni". Forte Bazzera è l'unica polveriera di questo nuovo sistema fortificato giunta ai nostri giorni. Incastonato tra i canali Bazzera e Osellino-Marzenego, costituisce un ponte naturale tra ambiente rurale ed ecosistema lagunare. Utilizzato per anni come discarica attualmente il forte è sede di manifestazioni teatrali e musicali, di fiere e mercatini, e, proprio grazie alla sua posizione, è in fase di trasformazione in parco lagunare Forte CosenzGemello di Forte Sirtori, si trova adagiato sulle anse del fiume Dese poco a nord di Favaro Veneto. E' inserito in un'area oggetto di una vasta opera di riforestazione all'interno del progetto del Bosco di Mestre ed è l'unico dei forti del campo trincerato di cui non ne è prevista la dismissione in quanto destinato ad usi governativi. Forte GazzeraE' gemello di Forte Carpenedo e si differenzia da questo solo per alcuni dettagli costruttivi dovuti all'edificazione leggermente anteriore, come i collegamenti coperti con il traversone centrale e le due polveriere nel fronte d'attacco.
Attualmente il forte è sede di un "Museo delle attività umane tradizionali dell'entroterra veneziano", mentre la parte esterna è utilizzata per manifestazioni ed eventi sempre collegati con la riscoperta e riproposta degli antichi mestieri e tradizioni popolari Forte Mezzacapo dall'altoPraticamente identico a Forte Pepe, è situato a sud del Dese in località Gatta. Dalla sua posizione controllava bene il Terraglio, la ferrovia per Treviso e la strada che va da Marocco a Martellago. Il quotidiano "L'Adriatico" del 20 luglio 1909 così riportava: "Nella frazione di Marocco e precisamente in località Gatta, in un podere di circa trenta campi di proprietà dei fratelli Papadopoli, si sta costruendo un nuovo forte che porterà il nome di Marocco. La spesa sarà di circa due milioni e mezzo di lire e il forte sarà gemello a quello di Tessera che sta per essere ultimato". Durante la seconda guerra mondiale è stato utilizzato come campo di concentramento. Inserito in un contesto agricolo di notevole interesse, caratterizzato dalla sistemazione agraria "a cavino", Forte Mezzacapo è oggetto di un'ipotesi di riutilizzo avanzata dal Consiglio di Quartiere Cipressina-Zelarino-Trivigano che prevede lo sviluppo di attività legate al settore agreste: coltivazione biologica-didattica e ricettività sul modello della farm-work. Forte Mezzacapo Forte PoerioCollocato in località Ponte Damo, poco a nord di Gambarare e vicino al naviglio del Brenta, è il forte che sostituisce definitivamente il mai realizzato Forte Malcontenta e chiude il fronte sud del campo trincerato. Il progetto iniziale del 1908 ricalcava fedelmente quello del suo corrispettivo a nord, il Tessera-Rossarol, e aveva quindi una struttura su due piani alta più di nove metri; ma l'anno seguente venne scelto lo stesso modello del Pepe e del Mezzacapo, con sei cannoni in linea sul fronte d'attacco, le batterie da due 75A per i fianchi, dormitori per novanta uomini di artiglieria e cinquanta di fanteria.
L'intenzione dell'Amministrazione Comunale di Mira è di acquisirlo per trasformarlo in parco urbano ed in polo di aggregazione sociale e culturale. Forte Rossarol Quello che, secondo il Piano ridotto del 1880, doveva essere l'unico forte della terraferma mestrina, venne realizzato finalmente nel marzo del 1907.E' assolutamente atipico e anche il più originale dei nuovi forti.Costruito su due piani fino ad una altezza di nove metri e quindici centimetri, ha un aspetto un po' fantascientifico per i quattro pozzi con mitragliatrice che spuntano in mezzo al pendio del terrapieno frontale. Queste postazioni, a scomparsa, erano raggiungibili attraverso una galleria, lunga 14 metri, che scendeva dolcemente dal corpo del forte fino a due metri di profondità.Al piano inferiore erano situati tutti gli alloggi per la vita della truppa, i magazzini per viveri e munizioni, la stazione ventilatrice e il gruppo elettrogeno.Il secondo piano era tutto destinato ai quattro pozzi dei cannoni che, allineati orizzontalmente, erano affiancati dall'osservatorio di batteria e camera di comando. Un terrazzo, abbassato di due metri lungo tutto il fronte di gola, permetteva di raggiungere la copertura dell'opera e le cupole dei cannoni con una scaletta.

L'area del forte ospita il Villaggio Solidale, un progetto che coinvolge l'intera comunità ed il territorio, divenendo uno spazio destinato ad accogliere persone emarginate ed in difficoltà. Obiettivo è la creazione di una vera e propria comunità, uno spazio condiviso che fornisca non solo ospitalità, ma possibilità di progettare, ideare, creare e lavorare insieme, di cui possano sentirsi parte persone che vivendo forme di disagio, esclusione, emarginazione e sofferenza, ed avendo perso il senso di appartenenza alla società necessitino di accoglienza, conforto e soprattutto possibilità di apprendere un lavoro che permetta loro di ricostruirsi un nuovo progetto di vita. Forte SirtoriA sud della Miranese, tra Chirignago e Spinea, controllava la ferrovia per Padova con il vicino forte Tron. La struttura è un po' più piccola di quella degli altri forti di seconda generazione, anche se l'impostazione di base resta la stessa. Il forte è lungo settantatré metri, con quattro cannoni da 149A disposti a dieci metri l'uno dall'altro. I fianchi hanno le solite batterie di piccolo calibro (75A) e mancano stranamente le mitragliatrici.

Nell'ottobre 1998 è stato oggetto di una manifestazione denominata "Attacco al Forte" che ha avuto come scopo la denuncia dello stato di degrado e di abbandono; nel luglio 1999 è stato oggetto di un Campo di lavoro del Servizio Civile Internazionale. E' intenzione del Comune di Spinea acquisirlo per trasformarlo, con l'area verde adiacente, in un sistema-parco a cavallo del sistema ferroviario metropolitano regionale. Forte Tron dall'alto Quello che, secondo il Piano ridotto del 1880, doveva essere l'unico forte della terraferma mestrina, venne realizzato finalmente nel marzo del 1907.E' assolutamente atipico e anche il più originale dei nuovi forti.Costruito su due piani fino ad una altezza di nove metri e quindici centimetri, ha un aspetto un po' fantascientifico per i quattro pozzi con mitragliatrice che spuntano in mezzo al pendio del terrapieno frontale. Queste postazioni, a scomparsa, erano raggiungibili attraverso una galleria, lunga 14 metri, che scendeva dolcemente dal corpo del forte fino a due metri di profondità.Al piano inferiore erano situati tutti gli alloggi per la vita della truppa, i magazzini per viveri e munizioni, la stazione ventilatrice e il gruppo elettrogeno.Il secondo piano era tutto destinato ai quattro pozzi dei cannoni che, allineati orizzontalmente, erano affiancati dall'osservatorio di batteria e camera di comando. Un terrazzo, abbassato di due metri lungo tutto il fronte di gola, permetteva di raggiungere la copertura dell'opera e le cupole dei cannoni con una scaletta.
L'area del forte ospita il Villaggio Solidale, un progetto che coinvolge l'intera comunità ed il territorio, divenendo uno spazio destinato ad accogliere persone emarginate ed in difficoltà. Obiettivo è la creazione di una vera e propria comunità, uno spazio condiviso che fornisca non solo ospitalità, ma possibilità di progettare, ideare, creare e lavorare insieme, di cui possano sentirsi parte persone che vivendo forme di disagio, esclusione, emarginazione e sofferenza, ed avendo perso il senso di appartenenza alla società necessitino di accoglienza, conforto e soprattutto possibilità di apprendere un lavoro che permetta loro di ricostruirsi un nuovo progetto di vita.
 
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