| Allarme per le «palafitte». Tre università mappano le fondazioni di Venezia |
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| Lunedì 17 Maggio 2010 11:27 |
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palafitte--190x130 Da: Il Corriere del Veneto: VENEZIA — Che Venezia si reggesse sull’ equilibrio perfetto ma sottilissimo delle sue fondamenta era cosa nota a tutti. Un anno di studi universitari degli studenti di Tecnologie per la conservazione e il restauro di Ca’ Foscari tra Ca’ di Dio, rio di San martino, rio delle acque dolci e molti altri cantieri certificano però anche un altro risultato: è in corso un deterioramento importante dei pali delle fondamenta veneziane. Fondamenta, bricole, ma anche pali di fondazione, quel reticolo di palafitte su cui Venezia posa, inizia insomma a «scricchiolare » e anche se non c’è per ora nessun cedimento strutturale i dati raccolti dall’università hanno fatto partire l’allarme. «Le analisi hanno evidenziato una perdita intorno al 30% della cellulosa, il materiale che serve però a dare staticità alla struttura lignea dei pali—spiega Guido Biscontin, presidente del corso in Tecnologie per la conservazione e il restauro —questo li rende meno stabili e porta a richiedere verifiche più estese, sia quantitativamente che qualitativamente ». Fondamenta veneziane «malate» e usurate dal tempo insomma, (inquinamento e moto ondoso sembrano infatti non aver voce in capitolo) e nell’ottica della ricerca preventiva nasce così un progetto che vede protagonista l’Università di Ca’ Foscari insieme al Cnr di Firenze, al dipartimento di Geotecnica dell’Università di Padova, e la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova in uno spiegamento di forze che guarderà al futuro estendendo le micro indagini a tappeto su tutta Venezia. «Semplificando si tratterà di capire in che modo e con che tempi i pali si deteriorano, per poter attivare poi un consolidamento ad hoc — spiega Biscontin — le analisi finora sono state fatte soltanto nei cantieri messi a disposizione da Insula che stava facendo interventi in cui era necessaria la messa in asciutto dei canali, ora useremo tutti i cantieri possibili, abbiamo cominciato a San Pietro di Castello, sezionando i pali a disposizione in "rotelline" di cinque cm l’una ma se il finanziamento verrà concesso lavoreremo tutto l’anno ». Necessari dai 200 ai 250 mila euro per il progetto, che dovrebbe essere finanziato da Corila, il consorzio per le Ricerche sulla Laguna. «Il sogno è una mappatura di tutte le fondamenta di Venezia — spiega Renata Codello, Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna — il futuro andrà in questa direzione, il futuro e il restauro eventuale delle fondazioni antiche. Interventi sempre più piccoli, insomma, e sempre più mirati, che faranno spendere meno ottenendo risultati migliori ».
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